François Truffaut, con accanto Jean Cocteau, Edward G. Robinson e Jean-Pierre Léaud. Nel 1959 all'epoca de I quattrocento colpi.

mercoledì 22 maggio 2013

DONNIE DARKO E L’AVVENTURA DEL VIAGGIO NEL TEMPO




Fermiamoci per un istante, o meglio arrestiamo lo scorrere le tempo. Forse questo è l’unico modo per attribuire un senso a questa esistenza. Inintelligibile, si potrebbe dire, o forse solo camuffata dalle convenzioni sociali.

Il film di Richard Kelly del 2001 tenta di decifrare questo percorso ponendo alcune complesse questioni: la vita che viviamo è l’unica possibile, o ve ne sono altre che si sviluppano parallelamente? Esiste un varco che consente di raggiungere le dimensioni spazio-temporali in cui siamo calati? Il tempo e lo spazio in cui ci troviamo a vivere corrispondono al tempo e lo spazio in senso assoluto?

Donnie Darko è un adolescente che in termini psicologici si potrebbe definire “problematico”. Egli contesta il sistema sociale più per la sua indole che per preconcetti ideologici o politici ed in questo modo si pone ai margini della società, borghese e perbenista, in cui si trova. Eppure, proprio tale approccio alla realtà conduce Donnie a varcare la soglia delle certezze razionalistiche e ad abbracciare la tematica degli universi paralleli o anche detta “La filosofia del viaggio nel tempo”.

Centrale in questo senso è il concetto di wormhole (in italiano letteralmente "buco di verme"), anche detto ponte di Einstein-Rosen o cunicolo spazio-temporale.

Si tratta di una ipotetica caratteristica topologica dello spaziotempo che è essenzialmente una "scorciatoia" da un punto dell'universo a un altro, che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale. Il wormhole viene spesso detto galleria gravitazionale, mettendo in rilievo la dimensione gravitazionale strettamente interconnessa alle altre tre dimensioni: spazio e tempo. Questa singolarità gravitazionale, e/o dello spazio-tempo che dir si voglia, possiede almeno due estremità, connesse ad un'unica galleria o cunicolo, potendo la materia viaggiare da un estremo all'altro passandovi attraverso.

Donnie Darko sperimenta questo tema “attraverso” e “nel” film, attribuendo alla fabula un valore propriamente diegetico ma anche di resoconto filosofico.



È stato osservato che l'intero film, tranne la conclusione, si svolge in un universo parallelo, ovvero in una dimensione parallela nell’ambito del c.d. multiverso. Frank, ucciso nell'universo parallelo, ha il potere di ritornare indietro nel tempo, che non avrebbe se fosse stato ucciso nell'universo reale. Il suo scopo è quello di fornire una spiegazione per il reattore che irrompe nella casa di Donnie, e che in questo modo "disturba" il continuum dello spazio-tempo creando un paradosso che rischia di distruggere l'universo stesso. Gli atti dei personaggi in seguito sono tutti inconsapevolmente diretti a dare un senso al paradosso, portando infine Donnie a creare lui stesso il wormhole che risucchia il motore dell'aereo e lo porta nell'universo reale, dove Donnie viene ucciso. Quelli che hanno interagito con Donnie nell'universo parallelo, tuttavia, conservano una lieve consapevolezza degli eventi in esso accaduti.

Va precisato che una dimensione parallela o universo parallelo è un ipotetico universo separato e distinto dal nostro ma coesistente con esso; nella maggioranza dei casi immaginati è identificabile con un altro continuum spazio-temporale. L'insieme di tutti gli eventuali universi paralleli è detto multiverso.

Eppure, l’affascinante tema del viaggio nel tempo e del passaggio tra più dimensioni parallele, in uno con il prolificare di suggestivi scenari fantascientifici, ha dato luogo ad una severa contrapposizione in ambito scientifico.

A ben vedere, la scienza si è addentrata nello studio ed approfondimento circa l’esistenza di infiniti altri universi paralleli al nostro. In fisica, la teoria delle stringhe è una teoria ancora in fase di sviluppo che tenta di conciliare la meccanica quantistica con la relatività generale, e che inoltre si spera avere tutte le caratteristiche necessarie per essere una teoria del tutto. Si fonda sul principio secondo cui la materia, l’energia e, sotto certe ipotesi, lo spazio e il tempo sono in realtà la manifestazione di entità fisiche primordiali che a seconda del numero di dimensioni in cui si sviluppano vengono chiamate “stringhe”.

Secondo questa teoria, il tessuto fondamentale dell’universo è costituito da oggetti ad una dimensione, simili a stringhe o membrane, in vibrazione: in base alla tensione e alla frequenza di vibrazione verrebbero prodotte e sostenute le particelle elementari. Una delle conseguenze matematiche dalla teoria delle stringhe è che il mondo che conosciamo non è completo. Oltre le 4 dimensioni con cui abbiamo familiarità – il tempo e lo spazio tridimensionale – esisterebbero altre sei dimensioni spaziali extra, presenti in forme geometriche invisibili in ogni singolo punto nell’universo.

Queste dimensioni extra potrebbero avere migliaia di forme possibili diverse, ognuna teoricamente corrispondente ad un universo con le proprie leggi fisiche. Ciò che definiamo universi paralleli.

Il concetto di "altri universi" è stato più volte affrontato in letteratura, si consideri in particolare al racconto del 1941 di Jorge Luis Borges “Il giardino dei sentieri che si biforcano”, successivamente collocato nella raccolta “Finzioni”, ed ancora al “Paradosso del nonno”. Il primo a descriverlo fu René Barjavel, uno scrittore di libri di fantascienza, nel suo libro Il viaggiatore imprudente (Le voyageur imprudent, 1943). Il paradosso suppone che un nipote torni indietro nel tempo e uccida suo nonno prima che incontri sua nonna, dunque prima che potessero sposarsi ed avere discendenza. Se ciò fosse possibile, il nipote non sarebbe mai potuto nascere, dunque non sarebbe mai potuto tornare a ritroso nel tempo ed uccidere suo nonno. Il nipote ha viaggiato indietro nel tempo o no?

Quello che viene da pensare è che l’universo in cui viviamo deriverebbe da un altro universo simile al nostro e dal nostro universo deriverebbero continuamente altri universi poiché ad ogni possibile variante deriva che ogni evento rimane in uno stato di indeterminazione finché l’evento stesso non si verifica. Noi vediamo solamente una delle numerose altre possibilità del verificarsi di un evento rimanendo estranei alla diversa prosecuzione del corso degli eventi. Eppure, si potrebbe sostenere che nonostante la nostra limitata percezione della realtà tutte quelle possibili varianti si verificano e tutti i possibili universi paralleli esistono o meglio coesistono.

Tornando al film di Richard Kelly, va espresso un particolare apprezzamento per la colonna sonora, davvero ben assortita: "The Killing Moon" (Echo & The Bunnymen); "Lucid Memory" (Sam Bauer & Ged Bauer); "Head Over Heels" (Tears For Fears); "Lucid Assembly" (Ged Bauer & Mike Bauer); "Ave Maria" (Giulio Caccino & Paul Pritchard); "For Whom The Bell Tolls" (Steve Baker & Carmen Daye); "Show Me" (Quito Colayco & Tony Hertz); "Notorious" (Duran Duran); "Proud To Be Loud" (The Dead Green Mummies); "Love Will Tear Us Apart" (Joy Division); "Under The Milky Way" (The Church); "Mad World" (Gary Jules & Michael Andrews).